Perché ho l’ansia? 5 cause che la peggiorano

L’ansia è una risposta emotiva frequente a stressori moderni e antichi. Questo articolo esplora le radici psicologiche, biologiche e sociali dell’ansia, evidenziando il suo ruolo evolutivo e le sue manifestazioni nella vita quotidiana.

Perché ho l'ansia?

L’ansia è una delle esperienze emotive più comuni e spesso fraintese. Molti di noi si sono trovati a chiedersi: “Perché ho l’ansia?” Questa domanda, semplice in apparenza, racchiude una complessità che merita di essere esplorata. In questo articolo cercheremo di comprendere meglio le cause dell’ansia e il suo ruolo nella nostra vita. L’ansia è una risposta emotiva caratterizzata da sentimenti di tensione, preoccupazione e cambiamenti fisici come aumento del battito cardiaco e della respirazione. Può variare da lieve inquietudine a un’intensa paura che può interferire con la vita quotidiana. È importante riconoscere che l’ansia non è necessariamente negativa; infatti, in molte situazioni, può essere una risposta naturale e adattiva.

Perché ho l’ansia?

Per comprendere perché sperimentiamo l’ansia, dobbiamo considerare il suo ruolo evolutivo. Gli esseri umani hanno sviluppato l’ansia come un meccanismo di sopravvivenza. In situazioni di pericolo, l’ansia ci prepara a reagire rapidamente, attivando la risposta di “lotta o fuga”. Questo processo, mediato dal sistema nervoso simpatico, ci permette di affrontare le minacce in modo efficace. Ad esempio, immagina un nostro antenato che si trovava di fronte a un predatore. L’ansia avrebbe aumentato la sua vigilanza e preparato il corpo a fuggire o combattere. Alcuni dei motivi per cui potremmo provare maggiore ansia sono i seguenti:

Ansia e Stress Moderno: Nel contesto moderno, le minacce fisiche sono meno comuni, ma l’ansia persiste come risposta a stressorpsicologici e sociali. Pressioni sul lavoro, relazioni interpersonali complicate e preoccupazioni finanziarie sono solo alcune delle fonti di ansia nella vita quotidiana. La nostra mente e il nostro corpo reagiscono a questi stressor in modi che, sebbene utili nel breve termine, possono diventare problematici se prolungati. Consideriamo un professionista che deve fare una presentazione importante. L’ansia in questa situazione può migliorare la concentrazione e la preparazione, ma se diventa troppo intensa o persiste troppo a lungo, può ostacolare la performance e il benessere.

Fattori Psicologici e Biologici: L’ansia non è solo una risposta a situazioni esterne; è anche influenzata da fattori psicologici e biologici. La genetica gioca un ruolo significativo, con alcune persone predisposte all’ansia a causa di fattori ereditari. Studi hanno dimostrato che la struttura e la chimica del cervello possono influenzare la propensione all’ansia. Ad esempio, squilibri nei neurotrasmettitori come la serotonina e la norepinefrina sono stati associati ai disturbi d’ansia. Oltre ai fattori biologici, le esperienze di vita possono modellare la nostra risposta ansiosa. Traumi passati, esperienze di abuso o negligenza durante l’infanzia possono aumentare il rischio di sviluppare ansia in età adulta. La teoria dell’attaccamento, ad esempio, suggerisce che le relazioni precoci con i caregiver influenzano profondamente la nostra capacità di gestire l’ansia.

Ansia e Percezione del Controllo: Un aspetto cruciale dell’ansia è la percezione del controllo. Le situazioni in cui ci sentiamo impotenti o incapaci di influenzare l’esito possono generare livelli elevati di ansia. Questo è evidente in molte aree della vita, dalle sfide lavorative alle dinamiche familiari. La sensazione di non avere controllo può amplificare la risposta ansiosa, creando un ciclo di preoccupazione e stress difficile da interrompere. Ad esempio, una persona che deve affrontare una malattia cronica può sperimentare ansia non solo per i sintomi fisici, ma anche per l’incertezza riguardo al futuro e alla capacità di gestire la propria vita quotidiana.

L’Influenza della Società: La società moderna, con il suo ritmo frenetico e le alte aspettative, può esacerbare l’ansia. I media e le reti sociali spesso amplificano le pressioni sociali, alimentando la paura di non essere all’altezza. Viviamo in un’epoca in cui il confronto con gli altri è costante, e questo può contribuire a sentimenti di insicurezza e ansia. Immaginiamo un adolescente che vede costantemente sui social media immagini di coetanei che sembrano avere vite perfette. Questo confronto può creare un senso di inadeguatezza e ansia riguardo al proprio valore e alle proprie capacità.

Ansia e Personalità: Anche i tratti di personalità influenzano la suscettibilità all’ansia. Persone con tratti perfezionistici, ad esempio, possono essere più inclini a sperimentare ansia, poiché tendono a fissare standard molto elevati per se stessi e a preoccuparsi eccessivamente di non raggiungerli. Allo stesso modo, individui con bassa autostima possono essere più vulnerabili all’ansia, poiché sono più inclini a dubitare delle proprie capacità e a temere il giudizio degli altri.

    L’ansia è una risposta complessa e multifattoriale che non può essere ridotta a una sola causa. È il risultato di un intreccio di fattori biologici, psicologici, sociali e culturali. Comprendere perché proviamo ansia richiede una riflessione profonda su come questi diversi elementi interagiscono nella nostra vita. Piuttosto che vedere l’ansia come un nemico, possiamo iniziare a considerarla come una parte integrante della nostra esperienza umana, una risposta che, se compresa e gestita, può anche portare a una maggiore consapevolezza di sé e crescita personale.

    Parla con qualcuno

    Se ti senti sopraffatto e hai bisogno di un aiuto concreto per affrontare i disturbi dell’ansia, il nostro studio di counselling è qui per te. Insieme, possiamo costruire un percorso personalizzato per ritrovare energia, equilibrio e serenità. Non devi affrontare questa sfida da solo: ogni passo verso il benessere conta, e noi siamo pronti a camminare al tuo fianco.

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    Burnout: Capire il Nemico Invisibile e Trovare la Strada per il Benessere

    Spesso ci ritroviamo immersi in una spirale di impegni, responsabilità e aspettative, fino a quando non ci sentiamo svuotati, disconnessi e incapaci di reagire. Questa condizione, conosciuta come burnout, è molto più comune di quanto si pensi, ma la buona notizia è che esistono strumenti e strategie per superarla e ritrovare un equilibrio. In questo articolo esploreremo cos’è il burnout, quali sono i segnali da non ignorare e come affrontarlo per tornare a vivere con energia e autenticità.

    Cos’è il burnout?

    Il burnout è una forma di esaurimento emotivo, mentale e fisico causato da uno stress cronico e prolungato. Non si tratta di una semplice stanchezza passeggera, ma di una condizione più profonda che coinvolge la percezione di sé e del mondo circostante. Il termine è stato introdotto negli anni ’70 dallo psicologo Herbert Freudenberger, che lo descriveva come “lo stato di esaurimento totale” legato al lavoro. Tuttavia, oggi sappiamo che il burnout può colpire anche chi si dedica alla cura degli altri, chi affronta pressioni familiari o chi vive situazioni di stress costante in qualsiasi ambito della propria vita.

    I tre principali sintomi del burnout secondo l’OMS:

    1. Esaurimento emotivo: sentirsi costantemente svuotati, privi di energia, senza forza per affrontare le giornate.

    2. Distacco mentale: cinismo, alienazione o una sensazione di disconnessione dal lavoro o dalle relazioni.

    3. Ridotta efficacia personale: perdita di fiducia nelle proprie capacità, sensazione di inefficacia e inutilità.

    I segnali da non ignorare:

    Il burnout spesso si insinua lentamente, rendendo difficile riconoscerlo subito. Tuttavia, ci sono alcuni segnali importanti che possono indicare la presenza di questa condizione:

    • Fatica cronica: anche dopo una notte di sonno, ci si sente stanchi e senza energie.

    • Irritabilità e ansia: difficoltà a gestire piccole frustrazioni o tensioni.

    • Isolamento: evitamento delle relazioni sociali o sensazione di solitudine anche in compagnia.

    • Difficoltà di concentrazione: problemi di memoria o incapacità di portare a termine compiti semplici.

    • Sintomi fisici: mal di testa, tensioni muscolari, problemi gastrointestinali o insonnia.

    • Perdita di motivazione: mancanza di interesse per attività che un tempo si consideravano piacevoli.

    Se ti riconosci in questi sintomi, sappi che non sei solo. Riconoscere di essere in difficoltà è già un primo passo fondamentale verso il cambiamento.

    Perché ci sentiamo così?

    Il burnout nasce spesso da un disequilibrio tra ciò che diamo e ciò che riceviamo. Alcuni fattori comuni includono:

    • Aspettative irrealistiche: verso se stessi o imposte dall’esterno.

    • Mancanza di controllo: sensazione di non avere voce in capitolo nelle decisioni che riguardano la propria vita o il proprio lavoro.

    • Sovraccarico di responsabilità: assumersi troppi compiti senza prendersi del tempo per ricaricarsi.

    • Scarso supporto sociale: sentirsi soli o non compresi da chi ci circonda.

    Come si supera il burnout?

    Superare il burnout richiede tempo, pazienza e un impegno costante verso sé stessi. Ecco alcune strategie che possono aiutarti a ritrovare equilibrio e benessere:

    Fai una pausa

    Il primo passo per affrontare il burnout è interrompere il ciclo dello stress. Concediti un periodo di pausa, anche breve, per allontanarti dalle fonti di pressione. Questo può significare prendersi qualche giorno di riposo, ridurre gli impegni o semplicemente fare una passeggiata senza distrazioni.

    Parla con qualcuno

    Il supporto emotivo è essenziale. Condividere ciò che provi con un amico fidato, un familiare o un counsellor può alleviare il senso di solitudine e offrirti una nuova prospettiva. Un professionista del counselling, in particolare, può aiutarti a esplorare le cause profonde del burnout e a sviluppare strategie personalizzate per affrontarlo.

    Riconnettiti con te stesso

    Quando il burnout prende il sopravvento, perdiamo il contatto con i nostri bisogni e desideri. Cerca di dedicarti ad attività che ti fanno stare bene, come la meditazione, il journaling o un hobby che hai trascurato. Non è necessario essere “produttivi”; l’importante è ritrovare il piacere di fare qualcosa per te.

    Impara a dire di no

    Spesso il burnout è il risultato di voler accontentare tutti. Ricorda che dire “no” non è un atto egoistico, ma una forma di autodifesa. Impara a stabilire dei confini sani e a rispettarli.

    Dormi, mangia e muoviti

    La salute fisica influisce direttamente sul nostro benessere mentale. Cerca di dormire almeno 7-8 ore per notte, mangiare in modo equilibrato e fare attività fisica regolare. Anche una breve camminata quotidiana può fare una grande differenza.

    Ricostruisci il tuo sistema di supporto

    Circondati di persone che ti supportano e ti comprendono. Coltivare relazioni autentiche può ridurre il senso di isolamento e darti forza nei momenti difficili.

    Prevenire il burnout

    Una volta superato, è importante adottare abitudini che ti aiutino a prevenire il burnout in futuro. Ecco alcune strategie:

    • Pianifica momenti di pausa: inserisci nella tua routine quotidiana momenti dedicati al relax e al benessere.

    • Sii gentile con te stesso: abbandona il perfezionismo e celebra i piccoli successi.

    • Coltiva la gratitudine: focalizzati su ciò che di positivo c’è nella tua vita, anche nei momenti difficili.

    • Riconosci i tuoi limiti: accetta che non puoi fare tutto e chiedi aiuto quando ne hai bisogno.

    Il burnout può farci sentire persi e senza via d’uscita, ma è importante ricordare che questa condizione non definisce chi siamo. È un segnale che ci invita a prenderci cura di noi stessi, a rallentare e a dare priorità al nostro benessere. Con il giusto supporto e le giuste strategie, è possibile trasformare il burnout in un’opportunità di crescita e rinascita.

    Se ti senti sopraffatto e hai bisogno di un aiuto concreto per affrontare il burnout, il nostro studio di counselling è qui per te. Insieme, possiamo costruire un percorso personalizzato per ritrovare energia, equilibrio e serenità. Non devi affrontare questa sfida da solo: ogni passo verso il benessere conta, e noi siamo pronti a camminare al tuo fianco.

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    Tutto quello che c’è da sapere sull’Assemblea Condominiale: Normative, Obblighi e Regolamenti

    La vita condominiale è un intreccio di relazioni, spazi condivisi e decisioni comuni. L’assemblea condominiale rappresenta il cuore di questa comunità, un momento cruciale per prendere decisioni collettive e garantire il buon funzionamento dell’edificio. Ma quali sono le regole che la governano? Quali diritti e doveri spettano ai condomini? Vediamolo insieme.

    Cos’è l’Assemblea Condominiale?

    L’assemblea condominiale è l’organo decisionale più importante del condominio. In questo spazio, tutti i proprietari degli appartamenti partecipano per discutere e approvare decisioni che riguardano la gestione, la manutenzione e il miglioramento delle aree comuni. Si tratta di un momento di confronto fondamentale per preservare l’armonia e il benessere della comunità condominiale.

    Chi può partecipare?

    All’assemblea condominiale possono partecipare tutti i proprietari degli appartamenti del condominio. Se un’unità immobiliare è affittata, il proprietario può delegare il conduttore (inquilino) per discutere questioni che lo riguardano, come le spese ordinarie. È possibile delegare anche un altro condomino o una persona di fiducia, purché munita di una delega scritta.

    Le principali tipologie di assemblea

    Esistono due tipologie principali di assemblea:

    1. Assemblea Ordinaria

    Si svolge almeno una volta all’anno ed è convocata per approvare il bilancio preventivo e consuntivo, discutere la manutenzione ordinaria e trattare eventuali questioni di routine.

    2. Assemblea Straordinaria

    Viene convocata quando emergono situazioni particolari, come lavori urgenti, modifiche strutturali o eventi eccezionali.

    Come viene convocata?

    La convocazione è regolamentata da precise norme. L’amministratore deve inviare un avviso a tutti i condomini almeno 5 giorni prima della data fissata per la riunione. La comunicazione deve includere:

    • Data, ora e luogo dell’assemblea

    • Ordine del giorno (gli argomenti che verranno trattati)

    • Specifica della prima e seconda convocazione

    Nel caso in cui il condominio non abbia un amministratore, la convocazione può essere fatta da uno o più condomini che rappresentano almeno un sesto del valore millesimale dell’edificio.

    Il quorum necessario per deliberare

    Perché un’assemblea possa deliberare validamente, devono essere rispettati i seguenti quorum:

    • Prima convocazione: Devono essere presenti almeno i due terzi dei millesimi e la maggioranza dei partecipanti.

    • Seconda convocazione: È sufficiente un terzo dei millesimi e la maggioranza dei presenti.

    Alcune decisioni, come quelle che riguardano lavori di manutenzione straordinaria, richiedono quorum più elevati, in linea con quanto stabilito dal Codice Civile (art. 1136).

    Compiti e funzioni dell’assemblea

    L’assemblea condominiale ha il compito di deliberare su:

    • Approvazione dei bilanci preventivi e consuntivi

    • Manutenzione ordinaria e straordinaria

    • Nomina o revoca dell’amministratore

    • Modifiche alle tabelle millesimali

    • Uso e gestione delle parti comuni

    • Progetti di efficientamento energetico (come il Superbonus 110%)

    Ogni decisione presa deve essere trascritta nel verbale, un documento ufficiale redatto dal segretario e firmato dal presidente dell’assemblea.

    Obblighi e responsabilità dei condomini

    Partecipare all’assemblea non è solo un diritto, ma anche un dovere. Chi non prende parte rischia di vedersi applicate decisioni che possono incidere economicamente o modificare la gestione degli spazi comuni. È importante ricordare che:

    • Le decisioni dell’assemblea sono vincolanti per tutti i condomini, anche per chi non ha partecipato.

    • I condomini devono rispettare i regolamenti condominiali approvati, pena l’applicazione di sanzioni.

    Le normative di riferimento

    L’assemblea condominiale è regolata dagli articoli 1117-1139 del Codice Civile, aggiornati dalla riforma del condominio (Legge n. 220/2012). Alcuni punti essenziali:

    • La ripartizione delle spese si basa sulle tabelle millesimali, salvo accordi diversi tra i condomini.

    • Ogni condomino ha diritto a richiedere la convocazione di un’assemblea straordinaria, a patto che rappresenti almeno 1/6 dei millesimi.

    • Gli interventi urgenti, se non deliberati in assemblea, devono comunque essere ratificati dalla stessa nella prima riunione utile.

    Come affrontare i conflitti

    Il confronto in assemblea può essere acceso, ma è fondamentale mantenere un dialogo costruttivo. Quando le divergenze sembrano insormontabili, è utile affidarsi a professionisti esperti nel gestire relazioni e dinamiche di gruppo. Spesso, una mediazione efficace può risolvere tensioni e garantire decisioni condivise.

    Conclusione: l’importanza di una comunità partecipativa

    L’assemblea condominiale non è solo un momento di decisione, ma anche un’opportunità per costruire una comunità coesa. La partecipazione attiva e il rispetto delle regole sono fondamentali per garantire una convivenza armoniosa e valorizzare il proprio spazio condiviso.

    Attraverso il dialogo e la collaborazione, ogni condominio può diventare un luogo in cui le esigenze individuali e collettive trovano un equilibrio. Essere presenti, informati e propositivi non solo facilita il buon funzionamento del condominio, ma rafforza anche il senso di appartenenza a una comunità.

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    Scegliere il giusto amministratore di condominio è un passo cruciale per assicurare la tranquillità e il benessere della tua comunità condominiale. Con Studio Trame Comunitarie, troverai un partner affidabile e competente, pronto a soddisfare ogni tua esigenza a Milano.

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    Scoprire se stessi e il proprio spazio nel mondo: i benefici del counseling LGBTQI+

    In un mondo in continua evoluzione, trovare uno spazio sicuro per comprendere se stessi è fondamentale. Per le persone della comunità LGBTQI+, questo percorso può presentare sfide uniche. È proprio qui che il counseling può diventare una risorsa fondamentale, un’opportunità per ascoltarsi, raccontarsi e crescere.

    Il counseling LGBTQI+ non è solo un supporto, ma un viaggio condiviso. È uno spazio di ascolto dove il rispetto e la comprensione sono al centro. Non si tratta di ricevere soluzioni o risposte preconfezionate, ma di costruire, passo dopo passo, una narrazione personale che sia autentica e libera da giudizi. È un momento in cui ci si concede il diritto di essere semplicemente se stessi.

    Un porto sicuro per ogni storia

    Immagina un luogo dove le parole sono accolte senza timore, dove puoi parlare liberamente di chi sei, delle tue emozioni, dei tuoi sogni e delle tue paure. Il counseling LGBTQI+ offre proprio questo: un rifugio sicuro per esplorare la propria identità, la propria storia e i propri bisogni. Per chi si trova a interrogarsi sulla propria identità di genere o orientamento, per chi si sente isolato o incompreso, o per chi semplicemente vuole un confronto sincero, questo spazio diventa un ponte verso una maggiore consapevolezza e serenità.

    Coltivare l’autenticità

    Ogni percorso di counseling è unico, proprio come lo sono le persone. La bellezza del counseling LGBTQI+ sta nella sua capacità di adattarsi ai bisogni di chi lo sceglie. È un luogo dove si impara a lasciare andare il peso delle aspettative esterne, per concentrarsi su ciò che conta davvero: vivere in modo autentico. Questo non significa avere tutte le risposte, ma piuttosto trovare la forza di accettare le proprie domande e abbracciare il proprio cammino.

    Costruire relazioni più autentiche

    Il percorso di crescita che il counseling aiuta a intraprendere non si ferma al dialogo con se stessi. Al contrario, spesso porta a migliorare il modo in cui ci relazioniamo con gli altri. Che si tratti di familiari, amici, partner o colleghi, il counseling offre strumenti per comunicare con maggiore chiarezza, empatia e fiducia. Saper raccontare il proprio mondo interiore senza paura di essere giudicati può trasformare radicalmente le relazioni, rendendole più profonde e significative.

    Guardare al futuro con fiducia

    Il counseling LGBTQI+ non è solo un luogo per affrontare sfide, ma anche un trampolino verso il futuro. È uno spazio dove i sogni prendono forma e diventano obiettivi concreti. Qui si impara a riconoscere le proprie risorse, a vedere il proprio valore e a immaginare un domani che rispecchi davvero i propri desideri. Ogni passo, anche il più piccolo, è un segno di crescita e di speranza.

    Un invito a scoprire nuovi percorsi

    Se senti il desiderio di un confronto, di un momento per ascoltare la tua voce interiore o semplicemente di uno spazio dove sentirti accolto, il counseling LGBTQI+ potrebbe essere una strada da esplorare. Non si tratta di cambiare chi sei, ma di accompagnarti nel viaggio verso una versione di te più consapevole, libera e serena.

    Nelle storie personali ci sono trame che aspettano di essere scritte, intrecci che meritano di essere compresi e valorizzati. Il counseling è un’occasione per dare voce a queste storie, per scoprire nuove prospettive e per coltivare una relazione autentica con se stessi e con il mondo.

    Se senti il bisogno di un confronto sincero o di uno spazio dove sentirti accolto, il counseling potrebbe essere la strada giusta. Non si tratta di cambiare chi sei, ma di accompagnarti nel viaggio verso una versione di te più consapevole e serena. Il counseling è un’opportunità per dare voce alla tua storia e scoprire nuove prospettive.

    Intraprendere questo percorso è un atto di coraggio e amore verso se stessi. A volte, tutto inizia concedendosi il tempo di essere ascoltati.

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    7 cose per Guarire: La tua Guida verso il Benessere Relazionale

    La guarigione, che sia emotiva, relazionale o personale, è un percorso che richiede tempo, cura e intenzionalità. Spesso, ci troviamo bloccati da esperienze passate, difficoltà presenti o paure per il futuro. Ma c’è una buona notizia: la guarigione è possibile, ed esistono strumenti concreti che possiamo utilizzare per aiutarci lungo questo viaggio. Non si tratta di ricette magiche, ma di atteggiamenti e pratiche che, se coltivati, possono trasformare la nostra prospettiva e portarci verso un benessere autentico.

    Ecco le sette cose che aiutano a guarire:

    1. Il Potere dell’Ascolto

    Non sottovalutare quanto sia potente essere ascoltati, davvero. Un ascolto autentico, senza giudizio o fretta, ci permette di esprimere ciò che portiamo dentro, sciogliendo tensioni che a volte non sappiamo nemmeno di avere. Ma ricorda: ascoltare anche te stesso è altrettanto importante. Fermati, presta attenzione a ciò che senti e riconosci il tuo bisogno di essere visto e accolto.

    2. La Connessione con gli Altri

    Le relazioni sono fondamentali per la nostra guarigione. A volte, è attraverso gli altri che riscopriamo la nostra forza e il nostro valore. Cerca persone che ti sostengano, che ti ispirino e che ti aiutino a crescere. Le relazioni autentiche non solo ci confortano, ma ci ricordano che non siamo soli in questo viaggio.

    3. Il Coraggio di Sentire

    Spesso ci proteggiamo dalle emozioni dolorose, pensando che ignorarle sia la soluzione. Ma guarire significa anche avere il coraggio di attraversare ciò che ci spaventa. La sofferenza, se affrontata, può diventare un’opportunità per scoprire risorse interiori che non pensavamo di avere.

    4. La Cura del Corpo

    Il nostro corpo è uno specchio delle nostre emozioni. Prendersene cura – attraverso il movimento, l’alimentazione consapevole, il riposo – può aiutarci a recuperare energia e chiarezza mentale. Non dimenticare che anche piccoli gesti quotidiani, come una passeggiata nella natura, possono fare una grande differenza.

    5. La Pratica della Gratitudine

    Coltivare gratitudine ci permette di vedere ciò che c’è di buono nella nostra vita, anche nei momenti più difficili. Non si tratta di ignorare il dolore, ma di allenare il cuore a riconoscere la bellezza nei dettagli, come un sorriso, un abbraccio, un tramonto. Scrivere ogni giorno tre cose per cui sei grato può diventare una pratica trasformativa.

    6. Il Tempo per Te Stesso

    In un mondo che corre veloce, il tempo per te stesso è un atto di amore. Che sia leggere un libro, meditare o semplicemente respirare, dedicarti momenti di qualità ti permette di ricaricare le energie e ritrovare il contatto con ciò che conta davvero.

    7. La Speranza

    La speranza non è solo un sentimento, ma una scelta. È credere che, nonostante le difficoltà, il futuro abbia qualcosa di buono in serbo per noi. Alimentarla significa permettersi di sognare, anche quando tutto sembra complicato.

    Guarire non è mai un processo lineare: ci saranno giorni difficili e giorni più leggeri. Ciò che conta è restare gentili con noi stessi e ricordare che non siamo soli. Se senti di aver bisogno di supporto, sappi che ci sono spazi e persone pronte ad accompagnarti in questo viaggio. La tua guarigione è possibile, e meriti di viverla pienamente.

    Buon cammino!

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    5 Piccoli Trucchi per Migliorare i Disturbi Relazionali legati ai Disturbi dell’Umore

    I disturbi dell’umore possono avere un forte impatto sulle relazioni personali, che siano familiari, amicali o sentimentali. Sentimenti di ansia, tristezza o irritabilità possono creare incomprensioni e distanze, rendendo difficile mantenere legami armoniosi. Tuttavia, ci sono piccoli accorgimenti che possono fare una grande differenza.

    Ecco cinque trucchi pratici per migliorare le relazioni anche in presenza di difficoltà legate all’umore.

    1. Ascolto attivo e comunicazione non violenta

    Spesso i disturbi dell’umore portano a reazioni impulsive o a difficoltà nell’esprimere i propri bisogni. In questi casi, l’ascolto attivo e la comunicazione non violenta possono diventare potenti strumenti per migliorare il dialogo.

    • Come fare: Prima di rispondere a un commento che vi ha infastidito, fermatevi e respirate profondamente. Esprimete i vostri sentimenti usando frasi come: “Quando succede X, mi sento Y, perché Z”. Ad esempio: “Quando non rispondi ai miei messaggi, mi sento trascurato perché ho bisogno di sapere che ci sei per me”.

    2. Creare piccoli rituali di connessione

    Nei momenti in cui l’umore è basso, le relazioni possono sembrare faticose. Creare piccoli rituali quotidiani o settimanali può favorire la connessione senza richiedere grandi sforzi emotivi.

    • Esempio: Un caffè mattutino insieme, una passeggiata serale o un messaggio fisso a fine giornata. Questi gesti creano un senso di stabilità e vicinanza, anche nei momenti di difficoltà.

    3. Dare spazio alla vulnerabilità

    È normale sentirsi spaventati all’idea di condividere con gli altri i propri momenti difficili, ma la vulnerabilità può rafforzare le relazioni. Riconoscere e comunicare le proprie difficoltà aiuta a creare un ambiente di comprensione e sostegno reciproco.

    • Come fare: Inizia con piccole confidenze, dicendo: “Sto passando una giornata difficile, potresti aiutarmi semplicemente stando qui con me?”. Questo permette agli altri di offrirti il loro supporto senza sentirsi sopraffatti.

    4. Imparare a riconoscere i propri trigger

    Un disturbo dell’umore può rendere difficile prevedere certe reazioni emotive. Tuttavia, riconoscere i propri trigger—ovvero situazioni, frasi o eventi che scatenano malessere—aiuta a ridurre i conflitti.

    • Come fare: Tieni un diario emotivo per identificare i momenti in cui ti senti sopraffatto. Quando riconosci un trigger, avvisa il tuo interlocutore in modo assertivo: “Mi sento stressato quando si parla di questo argomento, possiamo affrontarlo più tardi?”.

    5. Coltivare il benessere personale

    Non possiamo migliorare le nostre relazioni se non ci prendiamo cura di noi stessi. Piccoli gesti di autocura—fisica, mentale ed emotiva—rafforzano la resilienza, migliorando indirettamente anche i rapporti con gli altri.

    • Suggerimenti pratici: Dedica ogni giorno 10-15 minuti a un’attività che ti rilassa o ti dà piacere, come la meditazione, l’esercizio fisico o la lettura. Prenditi del tempo per ascoltare e regolare le tue emozioni.

    I disturbi dell’umore non devono per forza diventare una barriera nelle relazioni. Con piccoli accorgimenti quotidiani, è possibile creare un terreno di comprensione reciproca e favorire il benessere relazionale. Se senti che queste difficoltà persistono, un percorso di counseling può offrirti strumenti personalizzati per affrontare meglio le sfide emotive e relazionali.

    Per maggiori informazioni sui nostri servizi o per prenotare una consulenza, contatta Studio Trame Comunitarie: siamo qui per aiutarti.

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    Hai bisogno di rilassarti e concentrarti? Fai una pausa e gioca con un cane per tre minuti

    In un mondo in cui sembra che tutto vada a mille all’ora, trovare dei piccoli momenti per respirare e rilassarsi può sembrare impossibile. Tuttavia, esiste un rimedio semplice e immediato che potrebbe sorprenderti: giocare con un cane. Solo tre minuti con il tuo amico a quattro zampe possono fare miracoli per ridurre lo stress e migliorare la concentrazione.

    Perché funziona?

    Interagire con i cani è una pratica antica quanto l’uomo. Gli studi moderni confermano ciò che molti di noi hanno sempre sentito istintivamente: i cani ci fanno stare meglio. Ad esempio, una ricerca pubblicata dalla American Psychological Association ha dimostrato che giocare o accarezzare un cane anche per pochi minuti può ridurre drasticamente i livelli di cortisolo, il principale ormone dello stress. Ma non è tutto: aumenta anche i livelli di ossitocina, l’ormone della felicità, favorendo un senso di tranquillità e benessere generale.

    Ecco perché, quando ti prendi una pausa per giocare con un cane, il tuo corpo reagisce immediatamente: si rilassa, il respiro si fa più lento e profondo, e la tua mente si libera dalle preoccupazioni. Solo tre minuti possono essere sufficienti per ripristinare la calma e riportarti a uno stato mentale più equilibrato.

    Effetti immediati sulla concentrazione

    Ma c’è di più: non è solo una questione di relax. Molti studi recenti, come quello condotto dalla Central Michigan University, hanno evidenziato che dopo aver passato del tempo con un cane, la capacità di concentrarsi e risolvere problemi aumenta sensibilmente. Questo perché il gioco con un cane ti permette di staccare mentalmente dalle tue attività e favorisce una sorta di “reset” cerebrale.

    Ti è mai capitato di essere bloccato su un problema e trovare la soluzione subito dopo esserti preso una pausa? Ecco, interagire con un cane funziona nello stesso modo. La sua energia giocosa e incondizionata ti porta a focalizzarti su qualcosa di leggero e positivo, liberando la mente e consentendoti di tornare ai tuoi compiti con rinnovata chiarezza e attenzione.

    Curiosità: il potere terapeutico dei cani

    I benefici di passare del tempo con un cane non sono una semplice percezione. Alcune delle ricerche più innovative, come quelle condotte dall’Università di Lincoln nel Regno Unito, suggeriscono che i cani riescano persino a “leggere” le nostre emozioni e a reagire di conseguenza. Un cane calmo accanto a te, ad esempio, può percepire il tuo stress e cercare di rilassarti con la sua presenza o il contatto fisico.

    Una delle curiosità emerse da questi studi è che i cani, proprio come noi, rilasciano ossitocina durante l’interazione con gli esseri umani. Questo crea un doppio effetto positivo: mentre tu ti rilassi accarezzandolo o giocando con lui, anche il cane si calma e rafforza il legame emotivo con te. Una connessione reciproca, insomma, che va ben oltre il semplice atto del gioco.

    Un’attività alla portata di tutti

    Non serve un lungo impegno per raccogliere i benefici di questa relazione speciale. Bastano davvero tre minuti al giorno per sentirsi meglio. Che tu abbia una giornata piena di impegni o una scadenza incombente, prenderti una breve pausa per giocare con un cane può aiutarti a ritrovare la concentrazione e ad affrontare le sfide con maggiore serenità.

    E se non hai un cane? Nessun problema! Puoi sempre visitare i canili locali, dove spesso si organizzano attività di volontariato che ti permettono di trascorrere del tempo con i cani. Molti rifugi offrono la possibilità di portare a passeggio i cani o di giocare con loro, contribuendo al loro benessere e, contemporaneamente, migliorando il tuo.

    Il cane: un alleato insostituibile per il tuo benessere

    Non sottovalutiamo la potenza del gioco. Giocare è un atto naturale che ci riporta al presente, ci distrae dalle preoccupazioni e ci riempie di energia positiva. I cani, con la loro allegria contagiosa e il loro affetto incondizionato, sono compagni perfetti in questo viaggio verso un maggiore benessere psicofisico.

    Se senti il bisogno di un momento di relax o vuoi ritrovare la concentrazione perduta, prova a passare qualche minuto con un cane. Sarai sorpreso da quanto velocemente il tuo umore cambierà. Non è solo un “piccolo trucco” per allentare lo stress: è un modo per nutrire la tua mente e il tuo spirito, un passo verso una vita più equilibrata e felice.

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    Il Benessere Collettivo dei quartieri: la Martesana di Milano

    Il concetto di comunità è fondamentale per il benessere personale e collettivo. In una città come Milano, dove la frenesia quotidiana può spesso prendere il sopravvento, trovare spazi e momenti per il benessere diventa essenziale. Questo è il cuore pulsante di Trame Comunitarie, il nostro studio che unisce counseling, amministrazione di condominio, interventi reiki e promozione di mutua privata. Vogliamo esplorare l’importanza dei quartieri e come la loro storia e struttura possano influenzare positivamente la vita dei loro abitanti. Per farlo, vi portiamo in un viaggio attraverso il Naviglio Martesana e i quartieri di Gorla, Cimiano e Crescenzago, intrecciando la storia di Leonardo da Vinci e de I Promessi Sposi.

    La Storia del Naviglio Martesana

    Il Naviglio Martesana, che collega Milano all’Adda, è un gioiello storico della nostra città. Costruito nel XV secolo per volere di Francesco Sforza, questo canale ha svolto un ruolo cruciale nello sviluppo economico e sociale della regione. Tra i numerosi personaggi illustri legati alla sua storia, spicca Leonardo da Vinci, che studiò e migliorò il sistema dei canali milanesi, compreso il Naviglio Martesana, durante il suo soggiorno a Milano. Le sue innovazioni nel campo dell’ingegneria idraulica resero questi canali ancora più efficienti, aumentando il benessere delle comunità locali.

    Il Naviglio Martesana non è solo un’opera di ingegneria, ma anche un luogo ricco di storie letterarie. I Promessi Sposi, il celebre romanzo di Alessandro Manzoni, menziona e descrive le zone lungo il Naviglio, contribuendo a rendere immortale questo angolo di Milano. Le vicende di Renzo e Lucia, che attraversano anche i paesaggi della Martesana, risuonano ancora oggi, ricordandoci quanto la letteratura possa connetterci con il nostro territorio.

    In soli 35 anni, dal 1439 al 1475, nel territorio milanese furono costruiti ben 90 chilometri di canali resi navigabili dalla presenza di 25 conche

    Gorla, Cimiano e Crescenzago: Quartieri di Benessere

    Il quartiere di Gorla, spesso definito come “il villaggio nella città”, conserva ancora oggi un’atmosfera intima e accogliente. La sua storia è profondamente legata al Naviglio Martesana, con le sue ville storiche e i giardini che raccontano di un passato ricco e variegato. Oggi, Gorla è un luogo dove il benessere dei residenti è al centro delle iniziative locali, con spazi verdi e servizi comunitari che promuovono uno stile di vita sano e collaborativo.

    Cimiano, un quartiere in continua evoluzione, offre un esempio di come l’urbanizzazione possa andare di pari passo con la qualità della vita. Con una crescente offerta di servizi e attività comunitarie, Cimiano è diventato un punto di riferimento per chi cerca un equilibrio tra la vita lavorativa e il benessere personale. I parchi e le aree ricreative, insieme a una rete di trasporti efficiente, rendono Cimiano un luogo ideale per vivere e crescere, con numerosi complessi scolastici.

    Crescenzago, con la sua storia antica che risale ai tempi romani, è un quartiere che fonde tradizione e modernità. Le sue strade tranquille e le aree verdi offrono un’oasi di pace per i residenti. Qui, la comunità gioca un ruolo fondamentale nel promuovere iniziative di benessere collettivo, con numerosi eventi e attività che incoraggiano la partecipazione e l’inclusione.

    Un Invito a Scoprire Trame Comunitarie

    In Trame Comunitarie, crediamo che il benessere personale sia strettamente legato a quello della comunità. I nostri servizi sono pensati per migliorare la qualità della vita dei residenti di Milano, promuovendo un approccio olistico e interconnesso al benessere. Vi invitiamo a visitare il nostro sito per scoprire di più su come possiamo aiutarvi a migliorare il vostro benessere quotidiano, attraverso il counseling, gli interventi reiki, e molto altro.

    Contattateci per esplorare insieme le possibilità che i vostri quartieri offrono e per intraprendere un percorso di crescita personale e collettiva. Inoltre, se state pensando di cambiare l’amministrazione del vostro edificio, siamo qui per offrirvi una gestione attenta e professionale, volta a migliorare la qualità della vita nella vostra comunità. Siamo qui per supportarvi e per contribuire a creare una Milano dove il benessere di tutti è una priorità condivisa.

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    Compiti, responsabilità, doveri dell’amministratore di condominio

    L’amministratore di condominio è una figura importante per la gestione degli immobili. Il suo operato è regolato da alcune norme di legge imperative. In questo articolo andiamo ad elencare, cercando di essere il più possibile esaustivi, quali sono. Inoltre facciamo il punto su alcuni dei poteri attribuiti a torto o a ragione a questo professionista

    Amministratore di condominio al lavoro

    Compiti generali

    Normalmente l’amministratore si occupa di:

    • conduzione dell’edificio limitatamente alle parti comuni
    • vigilanza sulla loro manutenzione e integrità
    • erogazione delle spese occorrenti al mantenimento dei servizi comuni
    • osservanza delle norme stabilite dal regolamento di condominio 

    L’amministratore è responsabile di riscuotere le somme dovute dai singoli condòmini e redige il consuntivo delle spese alla fine della gestione per dare giustificazione delle uscite e delle entrate della cassa condominiale

    Chi è l’amministratore di condominio?

    L’amministratore di condominio è nominato dall’assemblea per agire e rappresentare il condominio in loro vece. L’amministratore è il responsabile delle parti comuni dell’edificio cioè quelle definite dall’articolo 1117 del codice civile e dal regolamento di condominio. Egli non ha alcun potere nè rappresentanza in merito alle parti private dell’edificio come i singoli appartamenti. 

    La nomina dell’amministratore è obbligatoria quando i condòmini sono più di otto e può essere scelto tra i condomini stessi o può essere anche un professionista esterno

    Può fare l’amministratore chi ha frequentato un corso di formazione, anche se non laureato e possiede una serie di requisiti. La professione è molto delicata e piena di responsabilità, è quindi obbligatorio dotarsi di assicurazione professionale

    La durata dell’incarico è di un anno, rinnovabile di un altro anno se non viene revocato. L’amministratore gestisce le spese condominiali e cura la redazione del bilancio

    Leggi i nostri articoli di approfondimento per saperne di più su questa professione

    Doveri dell’amministratore

    I doveri dell’amministratore possono essere divisi in base al momento del mandato in cui si manifestano:

    1. inizio incarico
    2. in corso
    3. fine anno
    4. fine incarico

    1. Al momento dell’accettazione della nomina l’amministratore deve:

    • comunicare i propri dati anagrafici e professionali, in particolar modo il codice fiscale, il luogo in cui saranno custoditi i registri del condominio e gli orari in cui saranno consultabili
    • deve apporre sul luogo di accesso al condominio le proprie generalità e recapiti, anche telefonici.
    • deve associare al proprio il codice fiscale del condominio presso l’Agenzia delle Entrate
    • volturare tutte le utenze del condominio 
    • effettuare il formale passaggio di consegne con l’amministratore precedente. 
    • inoltre è tenuto a presentarsi nella filiale in cui è aperto il conto corrente condominiale per depositare la propria firma o aprire un conto per conto del condominio

    2. Compiti e doveri dell’amministratore nel corso del mandato

    CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA
    E’ fatto obbligo all’amministratore di  convocare l’assemblea dei condomini annualmente e di eseguirne le delibere. L’assemblea deve essere convocata entro 180 giorni dalla chiusura della gestione. L’assemblea infatti, non l’amministratore, è l’organo deliberativo del condominio e nella piccola democrazia dello stabile è anche l’organo dotato dei più ampi poteri. La mancata esecuzione delle delibere dell’assemblea costituisce grave irregolarità dell’amministratore di condominio e motivo di revoca giudiziaria

    DISCIPLINA PARTI CONDOMINIALI
    L’amministratore è tenuto a  disciplinare l’uso delle parti condominiali e la fruizione dei servizi nell’interesse comune, in tal senso il codice civile gli fornisce la possibilità di prendere provvedimenti, cioè decisioni che i condomini devono obbligatoriamente rispettare. Anche in questo caso il limite del potere dell’amministratore è l’assemblea: lo stesso articolo di legge (1133c.c.) stabilisce che contro i provvedimenti dell’amministratore è possibile sia il ricorso all’assemblea dei condomini, che all’autorità giudiziaria. Questo significa che una delibera contraria a un provvedimento annulla in tutto e per tutto il provvedimento preso

    GESTIONE FINANZIARIA
    L’amministratore deve incassare le rate condominiali e pagare i fornitori utilizzando per tutti pagamenti erogati o ricevuti un apposito conto corrente condominiale cioè intestato al condominio. Dopo la riforma 220/2012 costituisce grave irregolarità erogare somme in contantiper conto del condominio o utilizzare un conto intestato all’amministratore.

    AZIONE CONTRO I MOROSI
    L’amministratore è obbligato ad agire contro i condomini morosi anche per vie legali, a questo dovere egli può sottrarsi solo se l’assemblea lo esonera esplicitamente da questo compito. L’amministratore inadempiente può essere citato per danni dal condominio se la mancata riscossione delle quote comporta dei danni come, ad esempio, la sospensione dell’acqua o perdere una causa legale

    TUTELA DEL REGOLAMENTO DI CONDOMINIO
    L’amministratore è il responsabile dell’applicazione del regolamento di condominio e deve fare tutto quanto in suo potere per conservare le parti comuni dell’edificio in uno stato decoroso e funzionante

    ADEMPIMENTI FISCALI
    Nel caso del condominio si tratta della certificazione unica dei redditi dell’anno precedente che va presentata all’inizio dell’anno e della certificazione dei redditi dei sostituti d’imposta (ovvero il 770) che va presentata a metà anno. Essendo il condominio sostituto d’imposta spetta all’amministratore versare le somme relative con l’apposito modulo F24. Egli inoltre è il responsabile degli adempimenti nei confronti dei dipendenti del condominio come ad esempio il portiere. In caso di  contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate il condominio viene sanzionato ma lo stesso può chiedere i danni all’amministratore

    REGISTRI CONDOMINIALI
    L’amministratore deve curare la tenuta dei registri del condominio, conservarli e renderli disponibili alla consultazione dei singoli condomini

    Allo stato attuale la legge individua 4 registri: 

    1. il registro anagrafico in cui sono riportati i dati catastali di ogni singola unità abitativa, i recapiti e i nominativi dei proprietari
    2. il registro dei verbali di assemblea con annesso il regolamento di condominio
    3. il registro di nomina e revoca degli amministratori
    4. il registro di contabilità in cui sono annotati in ordine cronologico le entrate e le uscite di gestione

    A richiesta del singolo condomino l’amministratore è obbligato a fornire un’attestazione dello stato dei pagamenti e delle liti in corso, normalmente richiesta in caso di compravendita

    3. Compiti e doveri dell’amministratore a fine dell’anno

    L’amministratore è obbligato a redigere il rendiconto condominiale (bilancio) annuale della gestione e convocare l’assemblea per la sua approvazione. La mancata convocazione dell’assemblea entro il termine di 180 giorni costituisce grave irregolarità

    Il regolamento di condominio può stabilire una scadenza più restrittiva senza essere in contrasto con quanto dice la legge. Entro un mese è un termine che non contrasta con “entro 180 giorni” del Codice Civile, se il regolamento stabilisse un termine più ampio o non stabilisse affatto un termine varrebbe il limite imposto dal Codice Civile

    4. Obblighi dell’amministratore al momento della cessazione dell’incarico

    A fine mandato l’amministratore è tenuto per legge a consegnare tutta la documentazione relativa al condominio e ai singoli condomini. Se l’amministratore non ottemperasse a quest’obbligo incorrerebbe nel reato di appropriazione indebita, fattispecie, che in caso di condanna lo escluderebbe dall’esercizio della professione a norma dell’articolo 71bis delle norme di attuazione del Codice Civile

    Anche dopo la revoca del suo mandato e fino al completamento del formale passaggio di consegne l’amministratore uscente è obbligato a svolgere per conto del condominio tutte quelle attività con carattere di urgenza che potrebbero arrecare danno o pregiudizio al condominio. La legge specifica che nessun compenso è esigibile per questo genere di attività

    Non può mai esistere un momento in cui le responsabilità dell’amministratore non siano affidati ad un soggetto ben determinato cioè tra la revoca del vecchio e la normina del nuovo professionista non può esserci neanche un giorno in cui nessuno ricopra il ruolo di amministratore

    Cosa accade quando l’amministratore non esegue le delibere dell’assemblea

    Di norma l’amministratore è obbligato a eseguire le delibere dell’assemblea, per delibera si intende un provvedimento deciso in assemblea, votato dalla maggioranza dei presenti e verbalizzato sull’apposito libro dei verbali. Ma esistono due casi in cui l’amministratore deve agire diversamente

    1. Delibere annullabili

    Sono tutte quelle delibere che presentano dei vizi, per esempio l’assemblea in cui sono state votate non è stata convocata correttamente, la maggioranza non aveva un numero di millesimi richiesti dalla legge oppure non si è seguito alla lettera qualche procedura prevista dal codice o dal regolamento

    In questi casi, a norma dell’articolo 1137, chiunque non abbia votato favorevolmente alla delibera è libero di impugnarla davanti all’autorità giudiziaria entro 30 giorni da quando ne viene a conoscenza. I 30 giorni partono dal giorno dell’assemblea per i contrari e astenuti presenti al momento della votazione e dalla consegna del verbale per gli assenti. Un buon amministratore lascia sempre trascorrere un congruo lasso di tempo se sa che la delibera assunta è annullabile

    2. Delibere nulle

    Succede che l’assemblea deliberi al di fuori delle proprie competenze. Ad esempio questo succede nei casi in cui la delibera assunta riguarda una proprietà non condominiale o perchè è contraria alla legge o ancora perchè va a limitare i diritti anche di uno solo dei condomini sul godimento della proprietà privata.

    Un esempio diffuso di questo genere di delibera è quando l’assemblea decide di ripartire una spesa non utilizzando le tabelle millesimali ma un criterio estraneo alla normativa del condominio, ad esempio dividendo la spesa in parti uguali. 

    Tale delibera è nulla, quindi impugnabile da chiunque senza prescrizione. Un amministratore è tenuto a sapere quando una delibera è nulla e non deve eseguirla. Un amministratore che esegue una delibera nulla e comporta un danno al condominio può essere citato per danni di fronte alla Giustizia.

    Quando l’amministratore può fare causa, e a chi?

    L’amministratore è il legale rappresentante del condominio, a lui sono indirizzati gli atti ufficiali delle cause passive e attive. Egli è tenuto a riferirne in assemblea e in fase di presentazione del bilancio. Normalmente l’amministratore non può autonomamente intentare causa a nome del condominio senza l’autorizzazione dell’assemblea. 

    L’unico caso in cui  l’amministratore ha il compito di intentare causa ai condomini senza autorizzazione dell’assemblea è quello in cui bisogna procedere nei confronti dei condomini morosi. Il termine massimo entro cui l’amministratore è tenuto ad agire è sei mesi dalla chiusura della gestione. Non esiste un termine minimo, tuttavia la prassi prevede che l’amministratore solleciti il pagamento due volte prima di passare le carte all’ufficio legale. Il singolo regolamento di condominio può predisporre norme diverse in merito ed eventualmente stabilire degli interessi di mora per le quote non saldate dai condomini

    Per le cause riguardanti le parti comuni l’amministratore deve prendere tutti i provvedimenti urgenti necessari a non pregiudicare l’andamento della causa e convocare un assemblea straordinaria per riferirne quanto prima e avere l’autorizzazione dei condomini alla nomina di un legale che rappresenti il condominio

    L’amministratore può multare?

    Inizialmente il legislatore aveva dato all’amministratore uno strumento per far rispettare il regolamento di condominio: la possibilità di sanzionare i singoli condomini fino a un massimo di 200€ ma la successiva legge 145/2013 ha messo tale potere in mano all’assemblea di condominio

    Quindi allo stato attuale nonostante l’amministratore sia il tutore del regolamento di condominio, non può applicare sanzioni o multe

    Dove finiscono le competenze dell’amministratore?

    La prima risposta sarebbe: dove finiscono le parti e i servizi comuni dell’edificio. Quindi un eventuale lite tra il condomino del primo piano colpevole di spargimento di briciole e la sfortunata proprietaria del giardino al piano terra non sono di competenza condominiale compiendosi il fatto tra due proprietà private

    La realtà è più complessa in quanto alcune attribuzioni dell’amministratore sono stabilite dai regolamenti di condominio. Un regolamento di condominio può chiamare l’amministratore in causa anche in un contesto alieno agli spazi condominiali, fare di lui l’arbitro di dispute tra condomini o attribuirgli compiti o responsabilità maggiori di quelle prevista dalla legge

    Sta all’amministratore interpretare il regolamento alla luce delle normative sopravvenute ignorandone le parti contrarie alla legge e applicando quelle rimanenti.

    La nostra offerta di amministrazione.
    Proponiamo una gestione condominiale qualificata, seria, efficace e trasparente, orientata all’efficienza ed alla valorizzazione dell’immobile. 

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    Counseling Relazionale: un ponte verso il Benessere personale e professionale

    Nel ritmo frenetico della vita moderna, la salute mentale e le relazioni personali possono spesso passare in secondo piano. Tuttavia, è fondamentale dare priorità al nostro benessere psicologico e relazionale, poiché questi aspetti influenzano direttamente la nostra qualità di vita e la nostra produttività professionale. Il counseling psicologico e relazionale, insieme alla mediazione familiare e pratiche come il reiki, rappresentano strumenti preziosi per raggiungere un equilibrio vitale.

    Cos’è il Counseling Psicologico e Relazionale?

    Il counseling psicologico aiuta individui, coppie e famiglie a confrontarsi con le sfide emotive, contribuendo a sviluppare strategie efficaci per gestire ansia, depressione e altri disturbi psicologici. Questo tipo di supporto si estende al counseling relazionale, che focalizza l’attenzione sul miglioramento delle relazioni interpersonali, offrendo strumenti e tecniche per comunicare in modo più efficace e risolvere i conflitti in modo costruttivo.

    Mediazione Familiare

    La mediazione familiare è una componente cruciale del counseling relazionale, particolarmente utile per le famiglie che attraversano periodi di transizione o conflitto, come durante un divorzio o in presenza di tensioni familiari prolungate. Attraverso la mediazione, è possibile trovare soluzioni amichevoli che rispettano le esigenze di tutti i membri della famiglia, minimizzando lo stress emotivo e promuovendo un ambiente familiare più armonioso.

    Reiki: Un Approccio Energetico al Benessere

    Il reiki è una pratica giapponese che si basa sul concetto di trasmissione energetica attraverso le mani, con l’obiettivo di migliorare il flusso e l’equilibrio energetico del corpo. Questa tecnica è spesso utilizzata in combinazione con il counseling per potenziare il processo di guarigione emotiva e fisica, contribuendo a ridurre lo stress e a migliorare il benessere generale.

    Studio Trame Comunitarie: Il Tuo Partner nel Percorso di Crescita

    Allo Studio Trame Comunitarie, comprendiamo l’importanza del benessere psicologico e relazionale nella vita di ogni persona. Offriamo un’ampia gamma di servizi di counseling, mediazione familiare e sedute di reiki, personalizzati per soddisfare le esigenze uniche di ogni individuo. I nostri professionisti sono dedicati a supportare i clienti nel loro percorso verso un maggiore equilibrio personale e professionale.

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    Se senti il bisogno di esplorare modi per migliorare il tuo equilibrio personale e professionale, contatta lo Studio Trame Comunitarie. Siamo qui per aiutarti a navigare attraverso le complessità della vita con strumenti e supporto che possono trasformare la tua esperienza quotidiana. Scopri come possiamo aiutarti a vivere una vita più piena e soddisfacente. Visita il nostro sito web o chiamaci direttamente per iniziare il tuo percorso di crescita insieme a noi.

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